L’Arco Etrusco

Per le porte etrusche cittadine Perugia è una delle città più importanti in Italia per il suo patrimonio storico ed architettonico. Questo anche perché a Perugia c’è la porta etrusca più integra e più monumentale che sia possibile ammirare ai nostri tempi. Stiamo parlando dell’Arco Etrusco, detto anche Arco di Augusto, la cui realizzazione risale al III secolo a.C..

L’Arco Etrusco, che poi nel 40 a.C. fu fatto ristrutturare proprio da Augusto, è una delle sette porte della città che si trovano di fronte al Palazzo Gallenga Stuart dove c’è la sede dell’Università per Stranieri. La ristrutturazione dell’Arco Etrusco da parte di Augusto fu ordinata dopo aver cinto d’assedio e conquistato la città dopo ben sette mesi di lotte. D’altronde Perugia al tempo era una delle città più sicure contro gli assalti degli invasori considerando la sua posizione strategica.

Perugia infatti si trova in altura e al tempo la cinta muraria che andava ad unire le sette porte faceva della città un bastione molto difficile da espugnare. Prima di prendere l’appellativo di Arco Etrusco, la porta in passato è stata chiamata anche Arco Trionfale, Porta Borca, Porta Pulcra, ma anche Porta Vecchia e Porta Tezia. L’Arco Etrusco, con la sua volta a tutto sesto, si compone di una facciata ad arco e di due torrioni a forma di trapezio, mentre in alto è possibile ammirare una loggia rinascimentale, realizzata successivamente, ed ai lati i resti di due teste, in pietra arenaria, che al tempo per la città si presume rappresentassero le divinità protettrici.

arco-etrusco2Due sono le iscrizioni presenti nell’Arco Etrusco: ‘Augusta Perusia’ su disposizione di Augusto, e ‘Colonia Vibia’. Quest’ultima è un’iscrizione che a causa del degrado non si legge più interamente, se non alcune lettere, e che fu fatta aggiungere da Gaio Vibio Treboniano Gallo nel breve periodo in cui fu imperatore nel concedere lo ius coloniae. Nel tempo l’Arco Etrusco non ha comunque subito forti modifiche se non per l’aggiunta in basso della fontana nel 1621 ad opera del conte Girolamo Tezi.

Per questo della Perugia antica l’Arco Etrusco è l’opera non solo più imponente, ma anche la più prestigiosa visto che complessivamente l’altezza massima di tutta la struttura supera i dieci metri. Essendo un’opera costruita con grandi blocchi quadrangolari in travertino che sono disposti in filari a secco, l’Arco Etrusco è soggetto al degrado tipico di queste opere cui nel tempo si è fatto fronte con vari interventi e tecniche, dalle stuccature al rinforzo con cunei di legno, al fine di mettere in sicurezza i blocchi pericolanti, e passando per le iniezioni di cemento negli interstizi.

Questo è quanto venne fatto in particolare nel 1968 dall’Ing. Mastrodicasa attraverso delle opere di consolidamento statico. Inoltre, l’Arco Etrusco, simbolo di quello che è a Perugia il punto più settentrionale della cinta urbana, in direzione di Gubbio, è un’opera lapidea esposta all’aperto e, quindi, inevitabilmente soggetta ad un degrado biologico più esteso per cui si rendono necessari periodicamente dei lavori di restauro.

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